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La prima vera pietra miliare della serie, e a detta di molti ancora il
miglior titolo in assoluto della saga più famosa della Square. Molti di
voi si chiederanno come è
possibile che un titolo uscito nel 1994 possa competere alla pari con
le avventure di Cloud, Squall e Gidan, ma è sicuro che, a dispetto della
veneranda età, FFVI è ancora un titolo di tutto rispetto: vediamo
perchè. L'Impero è all'opera per riportare in auge la forza della magia,
scomparsa da più di mille anni. La giovane Terra, crudelmente schiavizzata
a causa del suo talento magico, fugge e si unisce alla banda di ribelli
noti come Returners. Insieme ai suoi nuovi compagni, Terra combatte per
sconfiggere l'imperatore Gestahl e il generale Kefka, ma durante la lotta
la sua natura di essere magico le provocherà diversi conflitti interiori.
Nel precipitare degli eventi, Kefka provoca una catastrofe e tutto sembra
perduto. Un anno dopo, il mondo è in rovina: le città sono scomparse,
i continenti affondati, e Kefka domina tirannicamente. Gli eroi riescono
alla fine ad abbatterlo e a ripristinare la pace. E' innegabile che questo
sia l'episodio che ha dato una svolta decisiva alla serie: pur con i limiti
imposti dal supporto su cartuccia, le ambizioni della Square traspaiono
chiaramente lungo tutto il gioco. Per la prima volta un videogioco affronta
temi
come il suicidio e la perdita dei propri cari in maniera adulta. I personaggi
acquistano più che mai spessore e una personalità complessa e ben strutturata,
vivono i propri conflitti interiori e hanno le proprie debolezze in modo
spesso toccante. Il fatto stesso che manchi un unico eroe di riferimento
attorno al quale ruotino gli altri è un approccio decisamente innovativo:
alcuni personaggi sono più sviluppati di altri, ma nessuno in generale
è di secondo piano o superfluo. Tra i personaggi spicca senza dubbio Terra,
la giovane metà umana metà Esper che soffre nel non comprendere la propria
vera natura. Tra i buoni non può mancare una citazione per il Generale
Leo, sotto il controllo del giocatore per un'unica fatale battaglia contro
Kefka, ma inevitabilmente rimpianto. Come per Aeris, varie voci hanno
suggerito che esistesse un modo per resuscitarlo, ma anche in questo caso
tutte infondate. Tra gli antagonisti, invece, il malvagio Kefka ruba indubbiamente
la scena: dopo una serie di entità malvagie poco credibili, Kefka inaugura
il filone dei nemici "reali", e appare talmente ben caratterizzato
e sinistro da risultare simpatico e amato piuttosto che il contrario.
Da ricordare anche Ultros, una piovra che insegue gli eroi lungo i due
mondi affrontandoli non meno di quattro volte, un' insistenza probabilmente
superata solo da quella dei Turks di FFVII.
Anche gli Esper, conosciuti come Summon o Eidolons negli ultimi episodi,
hanno una personalità maggiore rispetto al passato. A completare una struttura
e un cast di tutto rispetto troviamo una grafica in 2d tra le migliori
mai viste e una colonna sonora eccezionale, ritenuta da molti fan storici
la migliore della serie. I combattimenti sono strutturati in maniera simile
a quella dei giochi precedenti, con l'aggiunta di un Relic System che
permette di equipaggiare due accessori per ogni personaggio, dando vita
a varie combinazioni di abilità. Il successo di FFVI in Giappone
era scontato già prima del lancio, ma la sua uscita in America sotto il
titolo di FFIII fu accolta con un entusiasmo eccezionale. Purtroppo,
all'epoca i GdR erano ancora un genere di nicchia, giocato solo da alcuni
illuminati. Tempi migliori erano però in arrivo con il passaggio della
serie sulla PlayStation.
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